Una buona spesa può cambiare il mondo

Coop ha lanciato una nuova campagna di comunicazione “Una buona spesa può cambiare il mondo”

La campagna è stata accolta dal pubblico con grande favore, anche se si stanno iniziando a consolidare alcune critiche specifiche provenienti dal mondo di alcune Associazioni Agricole Italiane che si sentono colpite in qualche modo come se raccontare una buona agricoltura sia una critica rivolta a loro stessi, quando lo spot non parla di cambiare l’italia ma di cambiare il mondo.

Lo spot rappresenta una iperbole, utile per proporre un impegno collettivo che guarda al futuro anche grazie al coinvolgimento delle persone, come di tutti i protagonisti economici e istituzionali del mondo oggi; non rappresenta certo un racconto dell’Italia del presente come qualcuno vorrebbe far credere.

Di tutto il mondo dei produttori, allevatori, agricoltori: sono già 7.000 le aziende agricole che lavorano con noi sulla riduzione nell’uso dei pesticidi, 2.000 gli allevatori che ci hanno seguito nel progetto di riduzione fino all’eliminazione degli antibiotici negli allevamenti animali, oltre 1.000 i fornitori impegnati a tutelare l’eticità dei prodotti a marchio e delle filiere ortofrutticole italiane. Queste realtà stanno diventando sempre più numerose e possono ancora crescere. Valorizzare il comportamento delle realtà che lavorano con Coop non significa puntare il dito su tutte le altre, perché per fortuna nel nostro paese, ci sono molte realtà agricole virtuose, l’obiettivo che si pone Coop con questa campagna di comunicazione è far si che diventino sempre di più.


«Una buona spesa, come un buon prodotto, è fatta di  prezzi convenienti ma anche di valori – spiega Maura Latini, amministratore delegato di Coop Italia -, quelli che da sempre caratterizzano i prodotti Coop: sicurezza, qualità, rispetto per i lavoratori, attenzione per l’ambiente e per il benessere degli animali, trasparenza delle informazioni. Proprio per questo, tenendo fede alla ragione di esistere delle cooperative di consumatori, Coop meglio di tutti gli altri soggetti della distribuzione può farsi portavoce di un messaggio forte, cioè che “una buona spesa può cambiare il mondo».

La questione di fondo è che «oggi, tutti noi, abbiamo davanti una grande sfida – continua Maura Latini – contribuire a cambiare un modello economico e di vita che, pur avendo dato benessere a molti – anche se in alcuni casi a scapito di altri -, quasi sempre ha depredato il pianeta delle risorse destinate alle generazioni future. Quelle generazioni che coincidono con i giovani come Greta Thunberg che scendono in piazza per salvare il Pianeta; proprio loro che probabilmente questa modifica l’hanno già introdotta nei loro comportamenti e nelle loro aspirazioni. Ma l’esigenza di un cambiamento non riguarda solo i più giovani; le persone sono sempre più attente e consapevoli, sanno che ogni atto di consumo è un’azione che incide sul futuro di tutti, che ciò che produciamo e consumiamo ha conseguenze sulla nostra salute e su quella del nostro mondo. Coop ha capito e lavorato in anticipo, da oltre trenta anni infatti ci impegniamo per ridurre l’impatto ambientale e per la sostenibilità in generale, con azioni e scelte commerciali mirate, a volte anche economicamente svantaggiose nell’immediato, ma poi rivelatesi lungimiranti. Tutto questo mettendo sempre a disposizione di soci e clienti le informazioni necessarie per scegliere e, quindi, per acquistare bene».

Ecco dunque dove nasce e cosa vuol proporre la campagna Coop, una campagna dove si evidenzia quanto i prezzi dei prodotti Coop siano vantaggiosi non solo per le tasche, ma anche per l’ambiente, perché non è più possibile tenere separati questi due corni del problema.

«Per questo quello che i nostri spot propongono – conclude Latini – è una favola moderna su quello che si può fare con una spesa consapevole. È la storia di un carrello Coop, che un bel giorno sente la necessità di mettersi in moto e spezzare la catena che anche metaforicamente lo tiene fermo. Ad accendergli l’anima è un gesto – purtroppo – quotidiano: un rifiuto di plastica che finisce nel mare. Il nostro carrello allora va in spiaggia, si tuffa in acqua, e ne risale con tanti rifiuti di plastica raccolti dal fondo. Ma questo è solo il primo dei suoi gesti simbolici. Lo vedremo poi recarsi in un allevamento di galline, dando loro più spazio per muoversi. Andrà negli assolati campi di pomodoro a portare un po’ di refrigerio ai lavoratori. Bloccherà l’uso dei pesticidi nei campi agricoli. Ci fermiamo qui, perché non vogliamo rovinare la sorpresa. Basti sapere che gli spot si chiudono con un messaggio di speranza e di responsabilità, perché scegliendo bene tutti noi possiamo fare la differenza e, con una spesa più attenta e responsabile, cambiare il mondo».